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ALFABIT: IMPARARE SORRIDENDO
il lato divertente della conoscenza e l’uso del linguaggio non verbale
Sviluppare e MIgliorare L’Esperienza di apprendere

Contro la noia, l’insofferenza, il bullismo, l’insuccesso scolastico, la disaffezione verso il proprio lavoro di insegnante, noi sogniamo una scuola divertente, che soprattutto pensiamo sia facile da realizzare.

Come?
Attraverso l’umorismo e l’uso di altri linguaggi oltre a quello verbale, i ragazzi possono IMPARARE SORRIDENDO insieme all’insegnante. Soprattutto possono ridere a scuola, in classe e non solamente nei luoghi autorizzati e off-limits come i corridoi, i bagni e i giardinetti o davanti alla macchina del caffè.

Siamo pazzi?
No, siamo seri, molto seri, così seri da scomodare, senza timore, illustri scienziati e filosofi a sostegno della nostra ridicola serietà.

E allora ecco il “core” del nostro progetto, riassumibile in un serissimo assioma:
Assioma: “Non ci sono assiomi!” (Ma allora, penserete, state proprio scherzando?) Tutt’altro. Il paradosso è presto svelato: si tratta di abbandonare per un momento la logica cartesiana e l’epistemologia realista che ipotizzano un mondo oggettivo, misurabile, governato da regole che attendono solamente di essere scoperte, a favore di un’ epistemologia costruttivista, che presuppone invece, in maniera più disincantata e più pragmatica, una “realtà” non data una volta per tutte (Thomas Kuhn), ma costruita e ricostruita incessantemente dall’esperienza del singolo individuo e dai suoi scambi sociali (H.von Foester, H. von Glasersfeld).
Secondo questa prospettiva epistemologica non esisterebbe un unico mondo, ma un mondo di mondi (F.Corrao), livelli molteplici e compatibili della “realtà”, dove è sempre possibile fornire diverse versioni di qualunque situazione (Queneau docet).

Noi pensiamo
con Luca Casadio, che l’umorismo sia un serissimo cambio di paradigma (Thomas Khun),, che smonta il sapere consolidato e supera con un salto vecchi luoghi comuni e metafore morte o in via di estinzione.
L’umorismo si propone così come il lato comico lungo la strada della conoscenza, che affianca con tollerante insolenza la zona più polverosa della stessa strada dove procedono tristi viandanti della scuola di oggi.

L’utilizzo dei linguaggi alternativi a quello verbale media il percorso verso il nostro assioma.

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